Interventi e Soluzioni

Stato di Conservazione



Nell’archivio parrocchiale di Marnate è stata trovata una scheda d’intervento sul Lazzaretto dove si segnalano i tre interventi più rilevanti fatti sull’edifico e citati come restauri:
1) 1707, sistemazione finestra sulla facciata e pavimentazione.
2) 1933, sistemazione pavimentazione, soffitto e apparato decorativo.
3) 1984, sistemazione tetto

. 1707: primo intervento eseguito sul Lazzaretto.
.1731: prima vista pastorale condotta del Lazzaretto. Lo scopo di queste visite è quello di rilevare lo stato delle chiese e prescrivere interventi di recupero. Nelle varie visite eseguite sul Lazzaretto di Marnate viene costantemente segnalato lo stato precario dell’Oratorio.
. 1753: Visita Pastorale eseguita sulla Pieve d’Olgiate Olona. In questo documento viene data una prima descrizione dettagliata sia dell’edificio che dello stato conservativo che viene segnalato come pessimo e a rischio caduta.
. Dal 1753 fino ai primi anni del Novecento nelle varie Visite Pastorali non viene prescritto nessun tipo d’intervento.
. 1933: fu eseguita un’altra Visita Pastorale. Venne dichiarato che l’Oratorio si trovava in uno stato fatiscente; disponendo quindi che fosse restaurato entro due mesi. I lavori miravano alla messa in sicurezza del tetto, dal quale filtrava l’acqua piovana, e nei muri che presentavano numerose “crepe”.
. 1943: in quell’anno, in un registro dell’Archivio Parrocchiale di Sant’ Ilario in Marnate, viene nominato il Lazzaretto e nelle NOTE FINALI viene segnalato lo stato di conservazione dell’edificio che viene dichiarato discreto, fatta eccezione per le lesioni presenti sulla porta e sulle finestre.
. 2005: l’ultimo intervento rilevante eseguito per il Lazzaretto fu quello del 2005. Il Sig. Alberto Vanetti (figlio del custode Sig. F. Vanetti) con l’aiuto dei membri della Protezione Civile, ha realizzato l’attuale scannafosso intorno al perimetro dell’edificio. Per scannafosso s’intende una canaletta (corridoio - P1040255.JPG) concepita per allontanare il terreno dall’edificio, ed esporre all’aria una fascia di muro.
. Attualmente l’edificio si trova in uno stato di conservazione precario. Presenta diverse infiltrazioni e umidità di condensa, sia sul pavimento che sulle pareti interne , nonché diverse cadute degli intonaci decorativi.

Soluzioni

La messa in sicurezza dell'edificio ha la priorità su qualsiasi azione di restauro ed è il presupposto per la tutela del luogo e del meraviglioso e prezioso dipinto in esso contenuto.

Ecco le idee:

Disporre di un progetto di “Messa in sicurezza” del luogo.

Raccogliere su appositi moduli e on-line più di 5000 firme affinchè il LAZZARETTO DI S. ROCCO diventi un “LUOGO DEL CUORE” del FAI.

Sensibilizzare privati, ditte, banche e fondazioni presenti sul nostro territorio, grazie ad attività di informazione alla cittadinanza, mostre, eventi e divulgazione tramite Social Media.

Si propone inoltre al'Amministrazione Comunale una riflessione su un possibile intervento urbanistico al fine di eliminare tutte le cause ambientali che si riperquotono sull'architettura del Lazzaretto e di riflesso sul suo dipinto.